Pedrinho-Carrè, una storia d’amore: “Qui tanti ricordi bellissimi. Ora rispettiamo le regole”

Pedrinho-Carrè, una storia d’amore: “Qui tanti ricordi bellissimi. Ora rispettiamo le regole”

Classe 1989, italo-brasiliano, attaccante: stiamo parlando di Pedro Vidoto De Aguilar, per tutti Pedrinho. È il bomber biancoazzurro, a Carrè dalla stagione sportiva 2013/2014, a inaugurare le interviste redatte durante questo periodo particolare. Le abbiamo definite interviste in Carrentena perché le domande, a differenza di quelle poste durante l’anno, lasciano in disparte il campionato in senso stretto, concentrandosi di più sui nostri protagonisti.

Come sei arrivato a vestire la maglia del Carrè Chiuppano?
“Dopo due stagioni in Cina ero rientrato in Brasile e avevo intenzione di smettere di giocare. Matteo Apolloni mi ha cercato e mi ha fatto una proposta per venire a Carrè ma non avevo più voglia di giocare a calcio a 5. Allora lui mi propose di andare in Sardegna in una squadra di calcio di cui il loro presidente era uno sponsor del Carrè. Fatto sta che nel mercato di dicembre 2013 sono arrivato qua (ride, ndr)”. 

Quali sono i ricordi più belli che hai degli anni trascorsi qui?
“I ricordi sportivi sono tanti e sono bellissimi: le prime Final Eight della storia della società, le promozioni, i gol al fotofinish, il raggiungimento prima del 100° poi del 200° gol con questa maglia (ora sono 252), la stagione dove ho segnato per 36 partite di fila (tutte giocate in tutte le competizioni) 68 gol. Ma nessuna di queste si paragona alla nascita di mia figlia che, così come me, sta crescendo in quella palestra”.

Nel tuo passato c’è anche una militanza nel campionato cinese, cosa ti è rimasto più impresso di quell’esperienza?
“Sono stati due anni in due città diverse, Qingdao e poi Wuhan: un’esperienza fantastica! Mi è rimasta impressa la professionalità con la quale mandavano avanti lo sport mentre ancora gattonava nel paese. Giocare ogni fine settimana per tremila persone era uno spettacolo”.

Come stai trascorrendo queste settimane di stop forzato?
“La disciplina ha sempre fatto parte del mio vocabolario! È il momento di rispettare le regole soprattutto come modo di dimostrare rispetto a tutte le persone che stanno lavorando per salvare il massimo di vite possibile e anche alle famiglie che hanno visto “da distante” partire un proprio caro. Tempo fa ho imparato che la cosa più preziosa che si può regalare ad una persona è il tuo tempo e adesso ne abbiamo abbastanza da regalare e dedicare a chi amiamo! Nella mia routine c’è un’oretta di allenamento al giorno e per tutto il resto, con Vittoria e Denise, siamo sempre impegnati tra giochi, scoperte e avventure”.