Giovinazzo,  il diktat di Magalhaes: “Col Canosa voglio una squadra cinica”

Giovinazzo,  il diktat di Magalhaes: “Col Canosa voglio una squadra cinica”

Marcelo Magalhaes non si accontenta: dopo il 7-4 di Torremaggiore trasformato in 0-6 a tavolino a favore del Giovinazzo C5, vuole una squadra più cattiva sottoporta: “A Molfetta abbiamo perso una partita di vertice, ma soprattutto un derby – afferma il tecnico -. Anche se abbiamo disputato un buon primo tempo, abbiamo creato tanto e finalizzato poco. Nel secondo tempo, poi, le Aquile hanno meritato il successo perché hanno messo qualcosa in più di noi, l’aspetto caratteriale e la voglia di vincere hanno fatto la differenza. Insomma, abbiamo sviluppato tante occasioni d’attacco, soprattutto nella prima parte di gara, e ci mancano almeno due calci di rigore netti”. I biancoverdi, adesso a quota 6 punti, sono tornati a guardare in alto. E il match casalingo con la Playled Canosa, capolista della serie B, in programma sabato pomeriggio al PalaPansini, con fischio d’inizio fissato alle ore 16 (ticket d’ingresso fissato a 3 euro per gli uomini e a 2 euro per le donne, ndr), sarà un importante banco di prova: “Loro sono primi e meritano rispetto – afferma l’allenatore -. Noi, invece, dobbiamo essere lucidi e concentrati perché giochiamo in casa, davanti ai nostri tifosi, perché quello con la Playled Canosa rappresenta a tutti gli effetti uno scontro diretto nella lotta per le prime posizioni e perché le Aquile Molfetta, proprio sabato pomeriggio, osserveranno il turno di riposo previsto dal calendario”. Contro la squadra dell’ex Josè David (miglior attacco del girone G con 30 reti all’attivo in appena 4 giornate, nda), il Giovinazzo C5 dovrà necessariamente essere cinico sottoporta e perfetto in fase difensiva: “Siamo la seconda miglior difesa – dice con orgoglio Magalhaes -. Dobbiamo far meglio in fase offensiva, dobbiamo essere più concreti sottoporta. Sì, dobbiamo crescere e sotto questo punto di vista la sfida con la Playled Canosa sarà molto importante. Le partite si vincono con la mentalità, anche di misura. Ma per diventare grandi dobbiamo essere più cattivi”.