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Futsal Stories, bomber Marcelinho: fra campo e ospedale

26-01-2021
Futsal Stories, bomber Marcelinho: fra campo e ospedale

Ha appena collezionato la presenza numero 100 con la maglia dell’Italservice Pesaro, ultima squadra a vincere lo scudetto del futsal, segnando 86 goal in tutte le competizioni. È Marcelo Padilha Gonçalves, per tutti Marcelinho, bomber del Pesaro con antenati italiani – i bisnonni di Treviso che di cognome facevano Andreoli e Giusto – e uno dei simboli dell’Italfutsal. In questi giorni Marcelo è impegnato con l’Italia, in ritiro a Coverciano, per preparare le prime due gare di qualificazione a Euro 2022 (che si giocherà in Olanda): giovedì 28 la trasferta in Montenegro, martedì 2 febbraio a Prato – in diretta su Raisport – la sfida alla Finlandia. Da qualche mese, però, la sua partita più importante la sta giocando fuori dai palasport.

L’OSPEDALE Il 23 settembre scorso alle tre di notte, mentre Marcelo è in ritiro con la Nazionale a Novarello, squilla il telefono: è la compagna Lia, sta per dare alla luce i gemelli Beatrice e Cristiano. Si tratta di un parto prematuro, i due nascono più piccoli del dovuto e dopo una gravidanza travagliata (la piccola Beatrice non riusciva ad avere un corretto flusso sanguigno) la situazione resta delicata. “Avevano bisogno di particolari attenzioni – racconta – specialmente all’inizio. Dopo una quarantina di giorni siamo riusciti a portare Beatrice a casa, mentre Cristiano, che è nato con un problema al cuore e a un polmone è ancora lì e non potrà uscire finché non si sarà stabilizzato”.  Con le stringenti precauzioni dovute al Covid-19, per un papà stare vicino al suo bambino in ospedale è complicato. “Non posso mai entrare, se non una volta a settimana e massimo per un’ora. È dura, ma prima e dopo ogni allenamento col Pesaro vado ad Ancona (quasi 200 km fra andata e ritorno, ndg) e mi presento sotto la finestra della stanza d’ospedale. Lia si affaccia, mi saluta da lontano e mi fa vedere il bambino con una videochiamata: non poter salire e abbracciarli è faticoso, ma sono sicuro che questi sforzi ne varranno la pena”. In questi momenti difficili ci si aggrappa ai cari. I genitori di Marcelo sono in Brasile e così tocca ai suoceri il compito più importante: “Così come i miei, che purtroppo non possono venire in Italia in questo contesto, anche loro sono persone speciali, ma lo è anche tutta la famiglia dell’Italservice Pesaro che mi è sempre vicina”. Marcelo, nonostante tutto, non ha mai saltato un allenamento, trovando nel calcio a 5 anche una forma di sfogo al grande stress accumulato in questo periodo. “Do sempre tutto me stesso con costante lavoro sacrificio: sono questi i valori che mi ha trasmessola mia famiglia, quelli che ho sempre portato sul campo”.

L’ITALIA Da settembre Marcelo ha un motivo in più per segnare, ogni suo goal è dedicato alla sua Lia e ai due bambini, in attesa della telefonata buona, quella che permetterà anche al piccolo Cristiano di andare a casa, mettendosi tutte le difficoltà alle spalle: “Aspettiamo finalmente una buona notizia. Ogni giorno il bambino è sottoposto a controlli diversi. Quando potremo tornare tutti e quattro a casa insieme sarà sicuramente il giorno più bello della nostra vita”. Di strada, da quando giocava nel settore giovanile del Carlos Barbosa – la più importante società di futsal del Brasile – e faceva la spola fra l’Università e gli allenamenti, Marcelinho ne ha fatta parecchia, il suo non è stato certo il cammino più semplice del mondo, ma l’ambizione di poter diventare un professionista e il miglior giocatore di futsal possibile ha fatto la differenza, riuscendo a farlo emergere e meritandosi, a quasi 30 anni, la prima convocazione in Nazionale. “La maglia Azzurra e l’Italia sono sinonimo di casa. Le mie origini, la mia famiglia, i miei bambini: il mio presente è qui ed è sempre qui che voglio scrivere il mio futuro”, assieme a Lia, a Beatrice e a Cristiano, la sua tripletta più bella.