Futsal Stories, Carlo Alberto De Marco, un mister diversamente sordo

11-05-2021
Futsal Stories, Carlo Alberto De Marco, un mister diversamente sordo

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Carlo Alberto De Marco, per gli amici “Mister CADM”, allenatore non udente con un passione smodata per il calcio a 5.

“Mi chiamo Carlo Alberto De Marco, o Mister CADM così come mi chiamano affettuosamente i miei amici, sono una persona non udente, ho perso l’udito da piccolo, e da sempre ho la passione per il futsal.

Il mio sogno è quello di diventare un giorno allenatore di una squadra composta da persone udenti e perché no, anche una squadra mista tra persone udenti e sorde allo scopo di valorizzare l’integrazione in ambito calcistico. Sogno una integrazione indolore, così che tutti possano scendere in campo guardando le persone diversamente abili senza ricorrere a pregiudizi che inquinano il vero talento di questi giocatori, che hanno una grande voglia di giocare.

Sogno una integrazione indolore, così che tutti possano scendere in campo guardando le persone diversamente abili senza ricorrere a pregiudizi che inquinano il vero talento di questi giocatori.

Durante il mio percorso professionale ho ottenuto, con grande soddisfazione, risultati molto importanti nell’ambito del mondo silente e non solo, soprattutto con il Real e Non Solo ASD, una squadra molto valida composta da giocatori di talento, gestita da un team di tutto rispetto. Sono sempre pronto a impare e per farlo dovrò lavorare parecchio fino a quando raggiungerò altri risultati, magari ancora più importanti di quelli ottenuti finora.

Mi sono sempre impegnato sia nello studio che nell’acquisizione di nuove tattiche, osservando i più importanti allenatori del mondo futsal italiano, come il Ct Bellarte, Fulvio Colini o Francesco Cipolla. Non ho solo studiato leggendo diversi testi e seguito vari filmati su Youtube, ma ho anche frequentato corsi online nel tempo libero che ho a disposizione. Mi rendo conto che c’è tanto da lavorare ma non demorderò perché non sono il tipo che molla alle prime difficoltà. Continuerò fino a quando perfezionerò sempre di più il mio excursus professionale, finché non mi sentirò totalmente realizzato anche nella vita personale.

Lo sport esprime il desiderio di sollecitare la persona trascendere sé stessa anche attraverso l’accoglienza dell’imperfezione e del limite, la gioia di esserci e di provarci, comunicando passioni vere e sincere.

Per questo ho deciso di raccontare la mia esperienza di profondo conoscitore del mondo futsal, nella speranza di darne massima condivisione al fine di lasciare un prezioso contributo specialmente ai giovani che hanno il mio stesso problema, i quali hanno un forte desiderio di giocare a futsal ad alto livello alla pari dei normodotati. Sono consapevole dei numerosi ostacoli, alcuni dei quali risultatno invisibili a prima vista, ma che purtroppo minano la nostra difficile convivenza in un mondo ormai influenzato da cattivi preconcetti che impediscono una corretta integrazione sociale delle persone diversamente abili nella vita di tutti i giorni.

Lo sport, esattamente come la musica, è un elemento che può essere condiviso da tutti, senza ricorrere a preconcetti di ogni tipo e genere.

Da sempre ho ritenuto che lo sport esprima il desiderio di sollecitare la persona, indipendentemente dal fatto che sia diversamente abile o meno, a trascendere sé stessa anche attraverso l’accoglienza dell’imperfezione e del limite, la gioia di esserci e di provarci, comunicando passioni vere e sincere. È questa la vera gioia dello sport che personalmente vorrei trovasse sempre più spazio nel vasto mondo dello sport agonistico, all’interno del quale non conta solo vincere a tutti i costi, ma anche mettere sul campo le proprie abilità. Perché tutto questo possa avvenire, è assolutamente necessaria una forte collaborazione tra le varie istituzioni sportive, per far sì che un giorno i giovani sordi possano finalmente mettere in campo il proprio talento senza grandi difficoltà alla pari di tutti i normodotati. D’altronde, lo sport, esattamente come la musica, è un elemento che può essere condiviso da tutti, senza ricorrere a preconcetti di ogni tipo e genere”.