Alessio Di Eugenio e la favola del Principe Azzurro: “Nazionale, quante emozioni”

Alessio Di Eugenio e la favola del Principe Azzurro: “Nazionale, quante emozioni”

E’ tornato dal ritiro con la Nazionale sperimentale di mister Musti, una tappa che ha segnato il suo ritorno in Azzurro. Alessio Di Eugenio e l’Olimpus di preparano ad af-frontare il Pistoia, in una trasferta a ranghi ridotti nella quale sarà fondamentale puntare fin dal primo minuto ai tre punti!

Arriva una trasferta in Toscana, poi ci sarà la pausa. Un’altra partita in cui non sa-rete al completo. Qual è il clima in vista della partita contro il Pistoia?
“Dobbiamo affrontare tutte le partite con la stessa voglia e determinazione, sia in casa che fuori, da qui fino alla fine. Tre punti sono tali sia contro il Pistoia che con il Grosseto. In questo momento non possiamo fare differenze tra un avversario e l’al-tro, più punti accumuliamo, meglio sarà. Dobbiamo salvarci, per me sarebbe una grave sconfitta arrivare al Play Out. La squadra non lo merita, ha dimostrato am-piamente di poter giocare partite di grande livello; siamo tutti giovani e questo è un motivo di vanto. Ci sono squadre che hanno speso più di noi ma, ciò nonostante, meriterebbero più di noi di andare ai Play Out o di retrocedere. L’importante è che i ragazzi credano in ciò che dobbiamo fare, ovvero una prova importante fuori casa, contro una squadra che, soprattutto in casa, è ben organizzata. Non sarà assolu-tamente una gara facile da affrontare con la testa giusta. Tre punti non li regala nessuno e noi non possiamo fare distinzioni. Ora conta la matematica, non le prestazione. Sono più importanti i tre punti”

Sei appena rientrato dal ritiro con la Nazionale sperimentale. Cosa ti porti dietro da questa esperienza?
“Ovviamente mi porto dietro tante emozioni, dal ritorno al poter indossare nuova-mente quella maglia; i ragazzi lavorano per il club tutti i giorni ma indossare quella maglia è un’emozione enorme. Fa la differenza. Tutti in Italia la vogliono vestire, ci saranno tremila o quattromila atleti che lo vogliono; sono sempre dell’idea che non bisogna mai buttare l’opportunità che in pochi hanno. Sono fortunato perché, no-nostante abbia ricominciato da poco più di due mesi, per me rivestire quella maglia è motivo di fiducia perché mister Musti evidentemente vede qualcosa in me, nono-stante io non sia al top della forma i questo momento. Per me è sicuramente emo-zionante e un motivo in più per continuare a lavorare allenandomi sempre di più, sempre al 100%, sarà un motivo in più per allenarmi questa estate. Si tratta di una maglia che non può essere disonorata in qualsiasi caso, né con il poco allenamento né con la superficialità. E’ un’opportunità unica sotto il punto di vista individuale e deve essere un onore da quello collettivo. Sei li a rappresentare centinaia di ragazzi che, come te, vorrebbero esserci. La mia idea è sempre quella, da tanti anni: non possiamo mai dare per scontato quei due o tre giorni di ritiro, sarebbe una follia. Ogni giorno ringrazio i miei genitori che mi hanno permesso di arrivare a questo punto, i tecnici che mi hanno insegnato quello che ora posso mettere in campo, tutti i medici che mi hanno riportato quasi alla forma ottimale per poter tornare in cam-po e giocare. E’ solo lavoro, è solo crederci fino alla fine perché tante persone mi hanno detto che al posto mio non sarebbero state li perché avrebbero mollato pri-ma. Tante volte ho pensato di mollare anche io. Venti mesi sono lunghi e duri, una prova difficile per uno sport che, in questo momento, non di mostra di averlo. Fare questa fatica per poco è difficile e questa è sola una delle piccole ricompense, un gradino in più per il mio ritorno al 100%. Come dico sempre, quella maglia non si può disonorare e cercherò, fino a quando farò questo sport, di indossarla al meglio possibile e di non disonorarla”.