Negli vita gli esami non finiscono mai. Non ditelo a Cristian Rizzo. Il talento siciliano, classe ’91, non ha fatto altro che studiare da grande in questa stagione che volge al termine. In ambito sportivo, ma anche e, soprattutto, nella vita privata. Verifica del suo talento in serie B con la maglia dell’Acireale, opportunità di confrontarsi con il mondo fatato della Nazionale di Menichelli. E poi l’Under 21 di Albani. Che lo ha consacrato Scarpa d’Oro del Torneo di Policoro. Esami di maturità in tutti i sensi. “Ho fatto il tema sugli Ufo”. Prenderà certamente il diploma nel Liceo Industriale, anche se dovrà completare scritti ed orali. Chissà se diventerà un extraterrestre del calcio a 5. Certo è che se il buongiorno si vede dal mattino…
AZZURRO - A Rizzo l’azzurro dona. Di certo gli porta bene. Il bomber siracusano, nato a Melilli ed esploso proprio nella città natale (in C1 nonostante la sua giovanissima età realizzò 36 reti, prima di approdare qualche stagione fa ad Arzignano), ogni volta che viene convocato dalla Nazionale, si esalta. Un esempio? Menichelli lo fa esordire con l’Italfutsal lo scorso 27 ottobre, per il doppio test match con
AZZURRINO - Cambiando l’ordine dei fattori, e dei commissari tecnici, il prodotto non cambia. Rizzo semplifica l’equazione e resta sempre sulla cresta dell’onda. “Giocare per la mia nazione è importantissimo, sia a livello di nazionale maggiore sia di Under
ACIREALE - Partenza a razzo con l’Acireale, sette reti in 3 gare. La squadra di Bosco vola nel girone di andata, guarda tutti dall’alto, trascinata proprio da bomber Rizzo. Fino alla pausa del campionato cadetto per Euro 2010 i siciliani guardano tutti dall’alto della vetta del girone F. Mai pausa fu più deleteria, i granata chiudono al terzo posto ed escono fuori ai play off dalla corsa all’A2. “Purtroppo è vero – continua Rizzo – tutti si aspettavano di più da me, ma io sono quello che sono, un giocatore che comunque dà in campo sempre il 100 per cento”.
FAIR PLAY - La consapevolezza che bisogna far qualcosa e puntare senza remore sulla crescita del fair play, ed il Respect per l’avversario, arriva perfino da un giovane che soltanto il prossimo 2 febbraio compirà 20 anni. “Il fair play è un senso sportivo e per noi giovani è molto importante capirlo. Bisogna saper rispettare l’avversario, ma anche usarlo di più”. Il messaggio è sempre più chiaro e sempre più forte. “Società e giocatori devono essere i primi ad insegnarlo – conclude – anche se credo che dai calcettisti più maturi deve arrivare il buon esempio”.