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Protagonista della settimana - 28/12/2009
Il protagonista della settimana. Cristian Rizzo

Negli vita gli esami non finiscono mai. Non ditelo a Cristian Rizzo. Il talento siciliano, classe ’91, non ha fatto altro che studiare da grande in questa stagione che volge al termine. In ambito sportivo, ma anche e, soprattutto, nella vita privata. Verifica del suo talento in serie B con la maglia dell’Acireale, opportunità di confrontarsi con il mondo fatato della Nazionale di Menichelli. E poi l’Under 21 di Albani. Che lo ha consacrato Scarpa d’Oro del Torneo di Policoro. Esami di maturità in tutti i sensi. “Ho fatto il tema sugli Ufo”. Prenderà certamente il diploma nel Liceo Industriale, anche se dovrà completare scritti ed orali. Chissà se diventerà un extraterrestre del calcio a 5. Certo è che se il buongiorno si vede dal mattino…

 

AZZURRO - A Rizzo l’azzurro dona. Di certo gli porta bene. Il bomber siracusano, nato a Melilli ed esploso proprio nella città natale (in C1 nonostante la sua giovanissima età realizzò 36 reti, prima di approdare qualche stagione fa ad Arzignano), ogni volta che viene convocato dalla Nazionale, si esalta. Un esempio? Menichelli lo fa esordire con l’Italfutsal lo scorso 27 ottobre, per il doppio test match con la Bielorussia in vista di Euro 2010. Esordio e gol per il quindicesimo “deb” della gestione Menichelli. “Giocare con la maglia della Nazionale dà sempre degli stimoli diversi – assicura Rizzo - è un’emozione differente ed indescrivibile”. Il talento c’è. Menichelli se ne accorge e nonostante Cristian giochi con gli acesi nel campionato cadetto, lo porta in Ungheria. Il 21 gennaio 2010 è una data che passerà alla storia. Il bomber dell’Acireale entra in campo durante Italia-Ucraina (finita 4-2) e con i suoi 18 anni e 356 giorni, diventa il più giovane esordiente nella fase finale di un Europeo. Battuto il precedente primato che apparteneva a Jiří Novotný (Repubblica Ceca), sceso in campo (a 19 anni e 129 giorni) contro il Portogallo anfitrione ad Euro 2007. “Purtroppo la spedizione in Ungheria non è andata come noi tutti speravamo, ma per me esordire con la Nazionale ad un Europeo è stato qualcosa di eccezionale. Il massimo. Certo, Arzignano ed Acireale sono stati dei trampolini di lancio importanti, ma non mi aspettavo certo quella convocazione. E’ stato davvero strano scendere in campo, ma sono stato contentissimo perché ho lavorato bene e conquistato la fiducia del mister”.

 

AZZURRINO - Cambiando l’ordine dei fattori, e dei commissari tecnici, il prodotto non cambia. Rizzo semplifica l’equazione e resta sempre sulla cresta dell’onda. “Giocare per la mia nazione è importantissimo, sia a livello di nazionale maggiore sia di Under 21”. Albani lo convoca per il Torneo Internazionale di Policoro ed il siciliano va a segno a ripetizione: doppietta nella gara d’esordio contro la Slovenia, a segno nel 2-1 alla Romania, é Scarpa d’Oro della manifestazione lucana. “Era meglio se vincevamo – ammette – lo meritavamo perché abbiamo giocato tre ottime gare e questo è un grande gruppo. Sono convinto che lo dimostrerà nel futuro. Contentissimo per il titolo di capocannoniere, ma devo ringraziare la squadra che mi ha messo nelle condizioni di segnare”. Sempre sul secondo palo. “E’ la mia specialità - sorride – mi ispiro ad Amoroso, anche se l’ho visto giocare due volte. Il mio giocatore preferito è Falcao. Il mio sogno? Disputare il Mondiale: per un giocatore è il massimo”.

 

ACIREALE - Partenza a razzo con l’Acireale, sette reti in 3 gare. La squadra di Bosco vola nel girone di andata, guarda tutti dall’alto, trascinata proprio da bomber Rizzo. Fino alla pausa del campionato cadetto per Euro 2010 i siciliani guardano tutti dall’alto della vetta del girone F. Mai pausa fu più deleteria, i granata chiudono al terzo posto ed escono fuori ai play off dalla corsa all’A2. “Purtroppo è vero – continua Rizzo – tutti si aspettavano di più da me, ma io sono quello che sono, un giocatore che comunque dà in campo sempre il 100 per cento”.

 

FAIR PLAY - La consapevolezza che bisogna far qualcosa e puntare senza remore sulla crescita del fair play, ed il Respect per l’avversario, arriva perfino da un giovane che soltanto il prossimo 2 febbraio compirà 20 anni. “Il fair play è un senso sportivo e per noi giovani è molto importante capirlo. Bisogna saper rispettare l’avversario, ma anche usarlo di più”. Il messaggio è sempre più chiaro e sempre più forte. “Società e giocatori devono essere i primi ad insegnarlo – conclude – anche se credo che dai calcettisti più maturi deve arrivare il buon esempio”.

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