La creatività: l’elemento chiave che caratterizza il giocatore di futsal
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La
Creatività è l’attitudine a rompere gli schemi
tradizionali di
risposta attraverso la libertà. Può
essere definita come la facoltà del
giocatore di essere capace di controllare
il gioco
libero, inventando e scoprendo nuove soluzioni alle situazioni
proposte, interpretandoi momenti della
gara senza perdere
l’efficacia di squadra. Osservando gli incontri diFutsal si può avere la convinzione che la fase di possesso pallavenga effettuata dalle squadre di alto
livello, come qualcosa di molto preparato e schematico, con movimenti
studiati
ed eseguiti ripetutamente nelle sedute di allenamento. Esistono
peraltro alcuni
tecnici che basano il loro gioco offensivo sull’improvvisazione,
l’ispirazione
del momento ed il contropiede. La
creatività è il punto
di incontro e di equilibrio fra
l’improvvisazione e l’eccesso di schematismo. La
creatività è un concetto pervasivo che può essere
adottato indifferentemente
nei più disparati campi di attività dell’essere umano e
che permea il suo
stesso modo di essere e di agire.
COMPONENTI
DELLA CREATIVITA'
Secondo
J.P.
Guilford (1950), esistono cinque componenti della creatività:
Fluidità.
Capacità di creare con rapidità e facilità.
Flessibilità.
Capacità di inventare differenti soluzioni ai problemi che si
presentano
Ristrutturazione.
Capacità di modificare
Sensibilità.
Capacità di prevedere le necessità o conseguenze di una
azione
Elaborazione.
Capacità di preparare la soluzione nella maniera più
idonea, eliminando i
movimenti inutili
A
queste possiamo aggiungere una altra serie di qualità che autori
come F. Koicek
considerano importanti per la creatività: -
Senso
dell’orientamento -
Capacità
di anticipo -
Capacità
di modificare con rapidità
- Capacità
di
valutare retrospettivamente
- Capacità
di
pensare alle soluzioni di situazioni di gioco, cercando di trovarne
altre
differenti
LIMITI
E BLOCCHI ALLA CREATIVITA' La
creatività
è un’abilità presente in ogni persona, anche se in misura
differenziata, spesso però può essere inibita e bloccata
da processi che
riguardano la sfera di vita psicologica e sociale della persona. In
pratica,
tendiamo a fissarci sui pensieri abitudinari e conosciuti, piuttosto
che trovare/provare
pensieri nuovi e sconosciuti. I
blocchi
alla creatività possono essere principalmente suddivisi in tre
categorie:
Blocchi
di
tipo percettivo
- l’incapacità a porsi
domande al di là di ciò
che è evidente;
- l’incapacità a
distinguere fra causa ed
effetto;
- la difficoltà a
scomporre un problema in
elementi trattabili;
- l’incapacità di usare
tutti i sensi che ci
mettono in contatto con quel che ci circonda;
- la
difficoltà a percepire relazioni insolite
fra idee e oggetti;
Blocchi
di
tipo emotivo
- Il timore di commettere un
errore o di
passare per una persona "strampalata" o diversa;
- la paura di trovarsi in
minoranza;
- l’arrestarsi prematuramente
sulla prima idea
di soluzione che si presenta;
- il timore e la diffidenza di
fronte agli
altri, specie se ricoprono un ruolo importante;
- la
scarsa capacità di distendersi;
- il
senso del ridicolo;
- l’assenza
della motivazione necessaria a
portare avanti un’idea, progetto od attività;
Blocchi
di tipo culturale
- il desiderio di conformarsi a
modelli sociali
(il fantasticare è tempo perso);
- la tendenza al “tutto o niente”
o alla
polarizzazione;
- la
fede successiva nelle statistiche e
nell’esperienza del passato;
- la credenza che il fatto di
sognare e d’immaginare sia
un comportamento infantile;
- credere che il fantasticare sia
una perdita di
tempo;
La
maggiore
limitazione la produce: la mancanza di mezzi tecnici, l’inesperienza e
l’inflessibilità.
Queste
carenze producono come conseguenza l’incertezza, il rischio non
controllato,
l’insicurezza ed il pericolo, per questo impediscono che la fantasia,
l’avventura e la magia della creatività faccia pendere la
bilancia a suo
favore.
Gli allenatori possono avere un ruolo importante nelle proposte
didattiche da offrire ai giovani futsalisti:
- Libertà
al
gioco, e indurre all’errore facendolo vivere nella maniera consona; -
Allenamento
della tecnica fin dalla base, considerando che nelle prime tappe il
rapporto
ragazzi-palloni deve essere 1 a 1; -
Non definire
ruoli per i giovani giocatori;
- Realizzare
situazioni
reali di gioco che propongano esperienze nuove ed incentivino il
giocatore alla capacità di decisione, però anche
assumendosi la responsabilità; -
Non
limitare il gioco a sistemi fissi, rigidi, ne schemi predeterminati,
soprattutto
nella base.
CREATIVITA’
E
SPECIALIZZAZIONE EMISFERICA Le abilità
specifiche dei due emisferi cerebrali sono le seguenti: Emisfero
sinistro (pratico)Emisfero destro
(fantasioso) -
Prevede/prepara il futuro
-
Immagina/crea il futuro -
E’ reattivo/si adatta al cambiamento
- E’ attivo/causa il
cambiamento -
E’ preveggente/anticipa
-
Progetta/da origine
-
Stabilisce le finalità/focalizza i risultati
- Immagina, si focalizza
sui sogni -
Si pone obiettivi/specifica gli esiti -
Crea storie/propone situazioni -
E’ sistematico/è strutturato -
E’ inventivo/fantastica
Creatività
e specializzazione emisferica Il
cervello è la componente principale del sistema nervoso umano.
Il cervello lo si può rappresentare come l’unione di tre strati
sovrapposti: 1)
il <cervello automatico>
che presiede alla regolazione delle funzioni fisiologiche di base
(battito
cardiaco, respirazione, ecc..) e che abbiamo in comune con i rettili
(da qui la
definizione “cervello rettile”); 2)
il <cervello emozionale>
che governa le reazioni emotive e istintive e che deriva dai primi
mammiferi
insettivori; 3)
il <cervello razionale>
localizzato essenzialmente nella corteccia, che copre le rimanenti
masse
cerebrali come un mantello ricco di scissure e circonvoluzioni, e
costituisce
una formazione tipica dei mammiferi superiori.( Darley et al., 1995,
78).
COME
ALLENARE LA CREATIVITA'
1°
Fase: Iniziazione all’attività sportiva
In
questa
tappa il meccanismo decisionale è limitato a risolvere azioni di
gioco. L’esecuzione è limitata per le proprie caratteristiche
del giocatore che
si trova nel primo momento dell’apprendimento. In questo momento
all’allievo interessa sviluppare mezzi tecnico –
tattici e
fisici per poi farne un uso efficace. In questa tappa stiamo parlando
dell’allenamento della tecnica, però sempre sotto il contesto
del gioco. Dobbiamo
eliminare il lavoro di tattiche specifiche per arrivare al successo a
breve
termine. Questo supporrebbe una contraddizione, poiché staremo
incentivando la
rigidità e l’eccessiva responsabilità, indebolendo la
magia della creatività.
2°
Fase: Assimilazione della sport
È
una
tappa chiave nel futuro giocatore, poiché già qui
possiede il dominio della
tecnica fondamentale, con la quale può pensare al
gioco di insieme. Il
meccanismo della percezione si è liberato dall’esecuzione
tecnica e questo
migliora la qualità dell’informazione e maggiore ricchezza del
pensiero
tattico, ciò si traduce in una maggiore disposizione per la
creatività. In
questo stadio avanzato è molto importante che l’allenatore
alleni la coordinazione
con i compagni, per cui le situazioni di 2x2, 3x3, 4x4 e 5x5 saranno la base degli allenamenti, cercando un
miglioramento del pensiero tattico del giocatore che faccia capire le
differenti azioni della squadra e le possibilità che può
avere contro le azioni
dell’avversario.
3°
Fase: Perfezionamento
In
questa
tappa la tecnica è molto perfezionata, per cui può essere
sottomessa a
situazioni di massima difficoltà. In questo stadio di dominio, i
mezzi tecnico –
tattici possono essere soggetti ad una moltitudine di situazioni che si
ideano
per cercare di sorprendere l’avversario. Qui la creatività
può trovare la sua
massima espressione, poiché esiste un maggior adattamento e
sincronizzazione
fra la soluzione mentale e la motoria; questo è ciò che
rende possibile che la
fantasia creativa può arrivare a buon fine, avvallata da
successi precedenti
che ne diminuiscono la paura per l’insuccesso.
È
il
momento in cui:
L’immaginazione
del
proprio giocatore è fondamentale
Si
deve
allenare l’equilibrio difensivo perché non esista gioco anarchico
Il
giocatore
si deve sentire supportato dai compagni e tecnici per avere
sicurezza ed autostima
La
creatività
individuale deve portare all’insieme
Per
questo,
in questa tappa è necessaria molta pratica di gioco reale con
molte
varianti. In questo senso risulta fondamentale l’allenamento continuo
di
creazione – occupazione e sfruttamento degli spazi. Questo richiede
continua
coordinazione di squadra e, allo stesso tempo, permette la
creatività, cercando
l’equilibrio della posizione. (RFEF,2005).
PENSIERO
VERTICALE E LATERALE Nell’organizzare
l’allenamento bisogna tener contodel PENSIERO
VERTICALE E LATERALE(Edward
De Bono, studioso della
creatività, negli anni ’60 ha coniato il termine lateral
thinking, ossia
pensiero “laterale”, per contrapporlo all’altra forma di pensiero da
lui
definita “verticale”)
(De Bono, 1994, 5)
•
pensiero
verticale: è il pensiero logico e sequenziale che si
fonda sulla
programmazione lineare di una serie di gradini logici da affrontare uno
dopo
l’altro. E’ come mettere assieme una pila di cubi a formare una torre,
è come
salire una scala.
Il
pensiero verticale è tipico della mente che ragiona, della
logica stringente e
orientata verso risposte precise, con prove di tipo chiuso. La mente in
questo
caso segue regole ben precise, sentieri già battuti
•
pensiero
laterale:
si fonda sulla ricerca deliberata di nuove
prospettive, nuovi punti di vista da cui esaminare il problema, angoli
visuali
innovativi che permettono e consentono di rompere gli schemi
percettivi
abituali e trovare un approccio al tempo stesso semplice, originale ed
efficace
alla questione da risolvere. E’ il pensiero esplorativo e generativo
che porta
a nuove idee, nuovi concetti. Il pensiero laterale è il pensiero
che si
allontana dal noto e dall'atteso, soprattutto non è utilizzato
per dimostrare
ipotesi precostituite. Infatti
per
generare nuove risposte bisogna ricorrere al pensiero laterale, tipico
di
quando ci si allontana dal noto, dall'atteso, da sentieri battuti.
OBIETTIVO
Fig. 1 - Pensiero verticale e laterale (se non riesci ad ingrandire l'immagine clicca qui)
Nella
figura
1 si può notare che la strada percorsa dal pensiero laterale
sembra non
poter centrare l’obiettivo e il soggetto dovrà essere capace di
sostare nel
regno dell'incertezza (sacca d’ansia), del non poter approdare alla
soluzione.
Ma ecco che un'immagine porta alla soluzione e al raggiungimento
dell’obiettivo,
mancato invece dal procedere del pensiero “tradizionale” verticale. (S.D’Ottavio
2011)
METODI
PER LO SVILUPPO DELLA
CREATIVITA'
A)
Metodo della Coordinazione
fra due, tre o più giocatori Consiste
nell’insegnamento
delle azioni coordinate dei vari giocatori, i quali
realizzano le azioni previamente apprese, però in situazioni di
gioco
prolungate nelle quali si offrono e si deve incentivare, le
possibilità di
improvvisazione e creatività
B)
Metodo del ripasso Abbraccia
l’analisi
degli incontri ed allenamenti precedenti con l’aiuto del video ed i
registratori. I giocatori rivalutano le azioni precedenti individuali e
collettive, cercando di trovare soluzioni agli errori ed ideando nuove
azioni.
LA CREATIVITA’ NELLA FORMAZIONE TATTICA La
creatività
la possiamo trovare in molte attività e discipline, in eguale
misura
nelle distinte azioni e situazioni di gioco si possono apprezzare
esecuzioni
creative del giocatore. Intendendola
come
una qualità, possiamo osservare che si manifesta:
Una
percezione
di grande qualità ed alto grado (vista, udito, tatto e movimento)
La
distribuzione
dell’attenzione
Una
percezione
chiara ed esatta della profondità dello spazio e della
successione
temporale
Qualità,
fermezza
e armonia di ciò che si è appreso (la teoria, però
anche le strutture
motorie)
L’immaginazione
ed
il recupero rapido delle conoscenze ed abilità acquisite
La
motivazione
ed emotività
La
combinazione
di quelle associazioni che sono distanti secondo la legge della loro
origine (condizioni del livello psichico)
La
maturità
tecnica e la sua applicazione, cioè, l’attività tattica
nel gioco.
LA
CREATIVITA’ COME ELEMENTO
SELETTIVO La
creatività
può anche essere presa come mezzo per selezionare i giocatori. Nella
maniera
in cui gli aspetti tecnici ci servono per valutare le conoscenze, la
creatività potrà aiutarci per valutare la capacità
tattica dell’individuo. Questa valutazione dovrà curare aspetti
importanti come i fattori di
sensibilità, flessibilità ed originalità, con i
quali potremmo conseguire una
migliore conoscenza del giocatore. Questa
misurazione
la realizzeremo:
Sensibilità.
Somministrando ai giocatori test che scoprano le loro qualità
sensomotorie e
dell’esperienza (arte di vedere il campo), con la quale
indicherà la capacità
di percepire il dinamismo del gioco in tutte le sue componenti
(compagni,
avversari, palla, velocità di spostamento, ecc.). In questo
discorso
acquisiscono speciale significato termini come ampiezza di campo
visuale,
visione marginale, in profondità, resistenza psichica del
giocatore, ecc.
Flessibilità.
Valutazione
della
capacità di ideare rapidamente e fluidamente le soluzioni
eterogenee per
un solo compito (osservazione della capacità di superare
problemi impostati con
soluzioni apportate dal giocatore)
Originalità.
Molto relazionata con la flessibilità, cercando la valutazione
della capacità
del giocatore di risolvere situazioni con ingegno, celerità ed
in maniera poco
usuale (questa qualità è molto importante nella
creatività, anche se in alcuni
casi può essere unita all’indipendenza rispetto all’insieme,
anticonformismo,
ecc.). (RFEF, 2005)