Playoff, finale gara-1: la Marca fa tris, Luparense ko. Le voci del dopo-gara
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Al terzo tentativo, la Marca
Futsal ha fatto centro: dopo una sconfitta e un pareggio nella regular
season, la prima vittoria nel derby con l’Alter
Ego Luparense arriva nel giorno più importante. Gara-1 della finale
scudetto va ai campioni d’Italia, ma in sala stampa nessuno ha voglia di
esaltarsi o deprimersi.
Queste le voci dei protagonisti nel dopo-gara del PalaInfoplus:
Julio Fernandez, allenatore Alter Ego
Luparense «Dovevamo segnare, così come non possiamo concedere contropiedi
di 40 metri. Peccato solo si giochi lunedì anziché domani. E’ stata una partita
molto equilibrata: quando si gioca a questi livelli, gli episodi fanno la
differenza, e andare al riposo in svantaggio è pesato sulla nostra prestazione.
Poi, nell’occasione del 3-1, siamo stati molto sfortunati: a volte la palla non
vuole entrare. E’ un’abitudine
quella di iniziare male la serie, peccato. Le partite di questa finale saranno
tutte equilibrate, speriamo da lunedì cambi il risultato: ora, il primo
obiettivo è quello di portare la serie a gara-4».
Miguel Weber, portiere Alter Ego
Luparense «Non ho risentito del
fatto di aver saltato le ultime partite. Abbiamo fatto una buona gara: magari
qualche errore sì, ma anche la fortuna non ci ha aiutati. Il terzo gol,
arrivato su un episodio, ha dato tranquillità alla Marca. Ma lunedì si riparte:
niente è perduto».
Tiago Polido, allenatore Marca Futsal «Anzitutto ci tengo a
fare i complimenti alle società, che hanno dato il massimo per fornire questo
spettacolo e far crescere il movimento del calcio a 5 italiano. Parlando della
gara, siamo stati bravi nelle marcature e, anche dopo essere andati in
svantaggio, abbiamo avuto la pazienza di fare il nostro gioco. Siamo cresciuti
alla distanza, per raggiungere questo primo piccolo traguardo. Siamo solo al
33% del nostro obiettivo, ma l’importante era cominciare bene».
Fernando Wilhelm, capitano Marca Futsal «Lo sport e il calcio
a 5 sono fatti di circostanze, quando il pallone deve entrare entra. Sono stati
i dettagli a decidere questa partita, ma questo è un successo che lascia il
tempo che trova, è soltanto una tappa intermedia. Sono passati solo 40’ su 200.
Se pensassimo di aver già vinto, saremmo fuori a festeggiare anziché qui».