Vampeta 4ever: "Mai avrei creduto di vincere così tanto qui in Italia"
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Non c’è due, senza tre. E il quarto vien da
sé. Proverbio ad hoc per questo “personaggione” della settimana, o meglio di
quei play off che hanno riportato l’AlterEgo Luparense sul trono d’Italia.
Vampeta cala il suo personalissimo poker, seguendo le orme di Honorio e
raggiungendo un ex compagno di squadra, Sandrinho, nel gotha dei top scudettati
in attività, congedandosi nel migliore dei modi da quella squadra che lo ha
visto nascere, crescere, esplodere.
VITA DA PROFESSIONISTA – Alla vigilia del
post regular season di serie A, in molti si erano domandati se l’addio ufficiale
anticipato fra Vampeta e la
Luparense, si potesse ripercuotere in qualche modo sul suo
rendimento nei play off. Le risposte, come al solito, le ha date il campo. In
una disciplina sportiva dilettantistica, c’è chi gioca da professionista.
L’asso della nazionale azzurra non si è risparmiato, ha vissuto il presente
senza pensare al futuro, contribuendo in maniera decisiva al successo del club
patavino, nonostante il suo destino fosse segnato. “Volevo vincere per dedicare
il tricolore a mio fratello Jhonatan, scomparso lo scorso agosto, e alla mia
famiglia”. E così è stato. “Durante i play off non mi sono mai preoccupato di
quello che sarebbe potuto succedere al termine della stagione. Ho pensato solo
ad allenarmi e a fare il mio dovere di giocatore, che è quello di scendere in
campo e dare il massimo. Sono sempre stato chiaro, ma soprattutto tranquillo
prima di ogni partita – sottolinea – perché credo che un giocatore debba
comportarsi così. Non ho risentito in alcun modo della pressione che c’era su
di me. D’altronde non ho vinto solo io, ma tutta la squadra”.
QUATTRO E QUATTR’OTTO – E così, in quattro e
quattr’otto, il laterale offensivo azzurro si consegna alla storia. Quattro
scudetti in otto anni di Luparense, sorvolando su coppe, supercoppe e record
(tutt’ora) di gol segnati (guarda caso otto) in una solo partita di Uefa
Futsal. “Quando sono arrivato in Italia non mi sarei mai aspettato di vincere
così tanto”. Vampeta e il futsal italiano, storia di un amore a prima vista.
Semifinale scudetto alla prima esperienza, tricolore al secondo assalto. “Certo
che ricordo bene il primo scudetto, è stata una sensazione bellissima, anche
perché c’erano tante squadre forti. Vincemmo in finale contro la Lazio, nonostante Honorio
stesse male”. E indovinate chi segnò, alla sua maniera, contro i biancocelesti?
Vampeta è la risposta esatta. “Presi palla a metà campo – ricorda, ridendo – e
arrivai in porta”. Anno nuovo, vita vecchia. Stavolta la Luparense in finale
incontra l’Arzignano. “Per me il derby veneto per eccellenza”. Erano i tempi
delle finali scudetto “due su tre” ma non ci fu affatto bisogno di andare alla
“bella”. “Un derby senza storia – dice – vincemmo 6-2 a casa loro, un risultato che
non capita spesso, ripetendoci anche in casa nostra”. Stagione 2008-09,
l’ultima del Mago Velasco sulla panchina dell’AlterEgo Luparense. Vampeta serve
il tris. “Fu decisiva la semifinale contro l’Arzignano, tre partite
meravigliose che non dimenticherò mai. La finale con il Montesilvano fu più
semplice, loro erano contati”. Sabato scorso è arrivato il poker dei patavini
al termine di un altro derby, quello con la Marca. “Ci sono volute cinque partite, ma credo
che abbia vinto la squadra che ha giocato meglio al futsal”.
IO HONORIO, SANDRINHO e VELASCO – La triade
dei giocatori con più scudetti ancora in attività nel futsal nazionale è,
dunque, servita. Vampeta e Honorio raggiungono Sandrinho. “Per me Honorio è il
più forte di tutti, uno dei migliori al mondo”. E non ci vuole molto a capire
il perché. “Per le sue doti tecniche – spiega Vampeta – per la sua qualità che
lo rendono unico, perché in campo fa la differenza”. Un po’ come Sandrinho. “Un
onore per me aver vinto quanto lui. Mi ha insegnato tantissimo, da lui ho
imparato molto, è un grandissimo giocatore, una persona eccezionale ed ha una
famiglia bellissima”. Ma colui che più di tutti ha fatto crescere
esponenzialmente l’immenso talento di Vampeta, è un allenatore. Anzi, un “entrenador”.
Che in Italia ha conquistato sei volte il tricolore. Un Mago, insomma. “Velasco
è unico, chi lo conosce sa bene che è un personaggio umile, sa capire i
giocatori, conosce tutti i segreti di questo sport. Quando ero indeciso sul mio
futuro, ho chiesto consiglio proprio a lui: mi ha risposto che se volevo
cercare stimoli maggiori, era il caso che andassi via”. Da vincente e
professionista.
LA
NAZIONALE - Veloce e letale in campo. Calmo e
pacato nella vita di tutti i giorni, le due facce della stessa medaglia di uno
dei laterali più forti del campionato italiano e non solo. “Quando non gioco mi
piace stare con la mia famiglia, vivere in tranquillità: adoro fare passeggiate
e guardare internet. Non è facile vivere a tanti chilometri di distanza da
casa. Qui sto bene, ma mi mancano le cose semplice: un bacio, un abbraccio,
anche soltanto uno sguardo”. Il suo sogno, quello di disputare il suo primo
Mondiale, potrebbe avverarsi a novembre, in Thailandia, se Menichelli deciderà
di continuare a convocarlo. “Spero di esserci ovviamente, per questo preferirei
restare in Italia. La nostra Nazionale è forte e può dare fastidio a chiunque,
perché c’è un gran gruppo e tanti ragazzi che vogliono essere protagonisti”.
Nell’ultimo raduno di Montesilvano, Menichelli ed Albani hanno avuto modo di conoscere
più da vicino “nuove leve” e “talentini”, azzurri e azzurrini che possono
entrare a far parte di Nazionale maggiore e Under 21. Vampeta applaude. “Io
credo che la federazione stia facendo un gran lavoro”. Tanti volti nuovi in
casa azzurra, tanti campioncini da provare, tanti, soprattutto, italiani doc.
Fra cui Putano, compagno di squadra di Vampeta alla Luparense quest’anno. “E’
uno dei tanti validi portieri dell’Italia, è tranquillo, un bravo ragazzo, ha
meritato la convocazione”. I talenti nostrani ci sono, dunque. “Assolutamente
sì – ribatte Vampeta – anche se io credo che in serie A debbano arrivarci
preparati e non per far numero”. La via da seguire è presto indicata. “Bisogna
lavorare nel settore giovanile. E’ da lì che si formano i campioni”. Già, i top
player: Vampeta 4ever.