La
città ha una storia talmente antica che le sue
origini sono quasi totalmente sconosciute; probabilmente i primi
insediamenti
avvennero presso il Colle del Telegrafo dove di recente sono stati
portati alla
luce dei reperti risalenti anche a 6000 anni fa. Il primo villaggio,
invece,
venne fondato sulle rive del fiume ed in epoca romana fu chiamato Vicus Aterni e a cui
successivamente fu attribuito il nome Aternum,
dal fiume che lambiva l'abitato.
Il
movimento commerciale (pesca, prodotti agricoli,
manufatti, ecc.) fra Aternum, Theate e Roma, era particolarmente
intenso e
si sviluppava attraverso la via Consolare Tiburtina che univa (e unisce
tuttora) le due città, terminali fondamentali della strada
d'attraversamento
dell'Appennino.
Negli ultimi
decenni del V secolo Pescara passò in potere prima
degli Ostrogoti,
poi, una cinquantina d'anni più tardi, dei Bizantini, e
infine dei Longobardi (attorno
al 570). Per quasi cinque secoli fece parte del ducato di
Spoleto (fondato
dai Longobardi ma entrato nell'orbita franca in
epoca carolingia).
Intorno
all'anno 1000, Aternum cambiò
il suo nome e
divenne Piscaria con
riferimento, sembra, alla pescosità della zona, mentre il fiume
che la bagnava
venne ribattezzato Piscarius.
Nel
1566, la
fortezza fu oggetto di un terribile assalto portato dalle 105 galee
dell'ammiraglio ottomano Pialy Pascià. Ma la fortezza non fu
presa, anche per
il decisivo contributo del valoroso condottiero, Giovan Girolamo II
Acquaviva
d'Aragona, duca di Atri.
Nel XII
secolo Pescara
fu conquistata, con tutta la sua regione di appartenenza,
dai Normanni, per poi entrare a far parte, nei primi decenni del
Duecento, dei
domini di Federico II di Svevia. Fra il XIII e
il XIX
secolo appartenne, con il resto dell'Abruzzo, al Regno di
Napoli (che,
dopo l'unione al Regno di Sicilia, passò a
denominarsi Regno delle
Due Sicilie).
Con
la
stabilizzazione del potere politico nel Regno di Napoli, ebbe inizio un
nuovo e
fiorente periodo della storia della città, per la sua posizione
strategica e
militare.
Nei
primi anni
dell'Ottocento la città venne occupata dai francesi,
continuando a
costituire un importante bastione militare del regno di Giuseppe
Bonaparte.
In età napoleonica Castellammare Adriatico, sulla sponda
nord del fiume
(che allora contava circa 1500 abitanti), divenne Comune autonomo
aggregato al
circondario di Città Sant'Angelo (1807).
Nel 1814 Pescara
fu tra le città protagoniste dei moti
carbonari contro Gioacchino
Murat, re di Napoli. A tale insurrezione seguì la durissima
repressione
borbonica, simboleggiata dal bagno penale nel quale, fino alla caduta
del Regno(1860),
furono imprigionati molti patrioti.
Nelle
due città limitrofe e nel Pescarese iniziò anche
a formarsi una borghesia industriale fortemente imprenditrice che
contava fra
le sue file membri delle famiglie Bucco, D'Annunzio, Farina, Ricci,
Mezzopreti,
Muzii, De Riseis, Pomilio, Pascale. Come ricorda Raffaele Colapietra
nel suo Pescara 1860-1960, lo stabilimento
del pastificio Puritas di Angelo Delfino contava durante gli
anni
Venti e Trenta oltre trecento addetti. Ben presto si pensò alla
possibilità di
unificare le due cittadine elevandole a provincia.
Il 2 gennaio 1927,
grazie soprattutto all'eccezionale incremento demografico e allo
sviluppo
industriale di Castellammare Adriatico e Pescara iniziati, come si
è
già accennato, nella seconda metà dell'Ottocento ma
rafforzatisi agli inizi del
secolo successivo, venne finalmente firmato il decreto di unificazione
delle
due città sotto il nome di Pescara e la costituzione della
provincia omonima.
Durante
la seconda guerra mondiale Pescara
subì notevoli perdite umane e danni materiali, sia per i
violentissimi bombardamenti della
tarda estate del 1943, che causarono la morte di almeno 3000
persone, sia
per le razzie e le distruzioni da parte dell'esercito tedesco in
ritirata. Per
questi motivi l'8 febbraio 2001, il presidente della
Repubblica, Carlo
Azeglio Ciampi ha conferito alla città la medaglia
d'oro al merito
civile. Nel secondo dopoguerra Pescara ha conosciuto uno sviluppo molto
sostenuto che l'ha portata ad essere il fulcro di una vasta area,
legata ad
essa da stretti rapporti economici e sociali e in cui risiedono
complessivamente circa 330.000 abitanti (2010). Da tempo la
città garantisce al
territorio abruzzese una vasta serie di servizi e disponibilità
che hanno
permesso all'intera regione di accrescere la propria
competitività sia a
livello nazionale che internazionale