Noto ai tempi di Plinio il Vecchio come Navale
Firmanorum, Porto San Giorgio è legata allo sviluppo del porto di Fermo,
tanto da essere chiamata ancora nel Medioevo con il nome latino di Portus Firmi.
Collegata alla città di Fermo
dalla strada Pompeiana, così chiamata in onore del generale romano Gneo Pompeo Strabone, d'origine
fermana, che aveva proprietà latifondiere nel Piceno Fermano.
Sembra che le sue origini
risalgano a una colonia di pescatori veneti o dalmati, stabilitisi, dopo la
calata dei barbari e le conseguenti distruzioni, sulle falde del piccolo monte
che ora sovrasta l'abitato, il così detto Monte Cacciù. Portu Sancti Georgeij
così come era conosciuto nei documenti medievali, divenuto fortezza nell'XI secolo col nome di Castel San Giorgio, nel 1164 passò
al Capitolo dei Canonici di Fermo per ordine di Federico Barbarossa e nel 1266 fu
preso in affitto dal comune di Fermo.
La storia di Porto San Giorgio da
allora in poi si riassume in una serie di tentativi di riconquistare
l'autonomia dal dominio fermano. La cittadina sviluppatasi nel corso del XVII secolo tra la linea di costa e la via Lauretana, con l'urbanizzazione
del Borgo Marinaro, durante il periodo napoleonico divenne autonoma da Fermo e
dopo l'Unità d'Italia definì il
proprio ambito territoriale. Solo nel 1887 Porto San Giorgio ottenne almeno in
parte il suo territorio.
In epoca medievale, Porto San Giorgio partecipava con i numerosi
castelli dell’area intorno Fermo alla Cavalcata che aveva luogo a Fermo ogni 15
agosto. Questa è una manifestazione risalente a prima del 1182 (di tale anno è
il primo documento ufficiale). Ma nel 1490, durante tale manifestazione, mentre
i sangiorgesi si trovavano a Fermo, duecento fermani, capeggiati da tale
Antonio Trovatelli irruppero nel palazzo del Vicario di Porto San Giorgio,
bruciando l'archivio e asportando libri e documenti. L'evento testimonia
tensioni mai sopite fra i due paesi. Nel 1538 infatti si registrano nuovi
importanti contrasti tra il Porto e Fermo, inquietudini che si riannoverano negli
anni 1620 e 1711. Asti e attriti che sfociano addirittura nel 1729 in un
conflitto tra fermani e portesi, passato alla storia con il nome "guerra
per l'imbarco dei grani".
Dal 1550 per 125 anni, Fermo, Porto San Giorgio e l’intero stato
sono governati dal cardinale Nepote o dal parente più prossimo del Papa
regnante e ciò conferisce notevole stabilità nella gestione della cosa
pubblica. Nel 1741 - 1743 la Congregazione Fermana, stabilisce che Castel San
Giorgio sia considerata un castello distinto da Fermo. La cittadina ottiene il
diritto di eleggere i suoi consiglieri ed i suoi magistrati e prende il nome
definitivo di Porto San Giorgio.
Un grave atto di nefandezza si consuma nel 1799, quando tre navi
armate, battenti bandiera francese, attraccano in porto. A bordo ci sono
giacobini anconetani che fanno prigionieri i sangiorgesì accorsi ad accoglierli
e bombardano il paese, causando tre morti e vari danni alle abitazioni. Intanto
nel 1802 con un documento sottoscritto da numerosi sangiorgesi, emesso da
Pietro Orlandi, gli abitanti ribadiscono il desiderio di autonomia e
indipendenza del Porto contro i tentativi di riannessione di Fermo. In seguito
nel 1810 per decreto del Viceré d'Italia Torre di Palme è aggregata al Comune
di Porto San Giorgio. Nel frattempo nonostante i numerosi riguardi, il Porto
continua a subire le scorribande pirata dal mare, che portano nel 1815
all'approdo di una ciurma di corsari i quali rapiscono decine di giovani da
vendere come schiavi in Oriente. Sul fronte dell'autonomia da Fermo la città
ottiene nel 1816 dal Governo Pontificio, l'indipendenza da Fermo. Qualche
decina di anni più tardi, nel 1860, viene negata a Fermo, con la Legge
Rattazzi, la Provincia che aveva ottenuta dall'autorità pontificia; in compenso
le viene ceduta Torre di Palme, già aggregata e difatti tolta a Porto San
Giorgio. Negli anni successivi vengono pian piano edificate le infrastrutture
quali la Stazione nel 1863, la rinomata Società Operaia di Mutuo Soccorso, il
teatro, e tutta quella serie di opere restauri, rinnovamenti che portano Porto
San Giorgio a raggiungere la fisionomia conosciuta.
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