Clicca sulla foto per ingrandirla
Pesaro è un comune italiano di 94.926 abitanti, capoluogo con Urbino della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
Pesaro è la seconda città per popolazione della regione Marche, dopo il
capoluogo Ancona. La città ha un comprensorio urbano che si estende al
di là dei confini comunali e ingloba diversi altri comuni quali
Sant'Angelo in Lizzola, Montelabbate, e Colbordolo. Pesaro con la sua
provincia rappresenta il confine con l'Emilia Romagna, da cui trae
numerosissime caratteristiche (dialettali, gastronomiche, culturali).
Pesaro fu fondata dai Romani nel 184 a.C. come colonia sulla terra dei
Piceni, il popolo che viveva sul territorio marchigiano durante l'età
del ferro.
Nel IV secolo a.C., nel corso delle invasione celtica della penisola
italiana, i Galli Senoni occuparono i territori settentrionali dei
Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro. Quando i Romani fondarono la
colonia di Pisaurum, la parte settentrionale delle Marche, denominata
dai romani ager Gallicus, era infatti abitata da una popolazione
frammista di Piceni e Celti. Fu successivamente colonizzata nuovamente
durante il secondo triumvirato da Ottaviano e Marco Antonio, diventando
durante l'Impero, castrum e centro economico posto sulla via Flaminia.
Distrutta da Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e
occupata dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la caduta di Roma, Pesaro, con
Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della
Pentapoli, sotto le strette dipendenze dell'Esarcato bizantino di
Ravenna.
Nella prima metà del XII secolo il fiorente Comune seguì le sorti della
parte imperiali durante le imprese italiane di Federico Barbarossa.
Venne poi introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già alla fine
del secolo era soggetta, come tutta la Marca anconitana, al potere di
Marquardo di Annweiler, vicario imperiale che, nonostante la durissima
sconfitta inflitta all'esercito di Innocenzo III il 25 marzo 1198,
dovette rinunciare alle sue mire di fronte all'azione militare della
Chiesa cattolica, volta al recupero dei territori sottrattigli. Nel XIII
secolo, ristabilito il Comune, passò per volere del papa Innocenzo III
sotto il dominio degli Estensi, dal 1210 al 1216.
Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico II del Sacro
Romano Impero, si ribellò all'Impero e aderì alla lega delle città
guelfe della Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo.
Nello stesso anno, Pesaro fu costretta all'obbedienza da Manfredi di
Sicilia, ma alla sua morte nel 1266, tornò alla Chiesa.
Nel Rinascimento la città adriatica vide una successione di signorie: i
Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512) il cui dominio fu
interrotto da Cesare Borgia dal 1500 al 1503 ed in seguito consegnata da
papa Giulio II ai Della Rovere (1513-1631) con i quali era imparentato.
Il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio dei Della
Rovere, che avevano scelto Pesaro come sede centrale del loro Ducato.
Nei primi anni del loro governo in città fu iniziata la costruzione di
nuovi palazzi pubblici e privati, e venne iniziata la costruzione di una
nuova e più sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini
attacchi provenienti dal mare. Alla morte di Francesco Maria II Della
Rovere nel 1631, il Ducato tornò sotto dominio papale che fece Pesaro
sede cardinalizia. A quei tempi, la città era molto più piccola, la
costa arrivava all'attuale "piazzale Primo Maggio".
Nel 1799, durante l'occupazione napoleonica, contadini e sanfedisti
presero d'assalto la città e la rocca strappandola per qualche mese alla
guarnigione.
L'11 settembre 1860 fu occupata dal generale Enrico Cialdini e annessa allo Stato italiano.